Samantha Cristoforetti distrugge la fake news

Samantha Cristoforetti distrugge la fake news

Ieri sono venuta a sapere che su un periodico online, descritto sul sito medesimo come “testata giornalistica registrata presso il tribunale di Roma”, era stata pubblicata una mia intervista, che non ho mai rilasciato.

Inizia cosi il lungo post dell’astronauta che con il suo solito modo pacato e diretto, punta il dito contro una giornalista che chiama Lucia Rossi, rea di essersi inventata un’intervista.
AstroSamantha la smonta pezzo per pezzo con una perizia chirurgica, fino al colpo finale quando l’intervista entra nel personale:

Cara Lucia Rossi, le risposte che mi attribuisce sono talmente vaghe e povere di contenuto, che non posso certo rimproverarle di diffondere notizie false. Ma anche dare risposte vaghe e povere di contenuto è una scelta di comunicazione, che dice qualcosa su di me alle persone cui lei ha spacciato questa scelta per mia.

Game, set, match!

Se non fosse grave il fatto che si tratta di ‘testata giornalistica’, il tutto risulterebbe anche divertente. Però è gravissimo il fatto sia stata creata una fake news che mina una professionalità assodata puntando su luoghi comuni come femminismo e orgoglio patrio, per generare un contenuto il più virale possibile.

A questo link trovate il lungo post di Samantha Cristoforetti contro la giornalista

 

Ringrazio Astronauticast per la segnalazione

 

[SEGNALAZIONE] Mark Zuckerberg sanguinante su Wired

[SEGNALAZIONE] Mark Zuckerberg sanguinante su Wired

Mi rendo conto che gli ultimi miei post siano Facebookcentrici, ma se c’è da scriverne perché esimersi?

Quella che vedete in foto è la cover di Wired USA di marzo, sintesi perfetta di questi due anni a Menlo Park.
A questo link trovate l’articolo: sottotitolo ‘In che modo un gigante dei social media confuso e sulla difensiva si è trasformato in un disastro e in che modo Mark Zuckerberg sta cercando di sistemare tutto’.

Buona lettura.

[CASE HISTORY] Aiuto, Facebook mi ha bloccato… Di nuovo!

[CASE HISTORY] Aiuto, Facebook mi ha bloccato… Di nuovo!

Questo post nasce da un’esperienza su campo che mi ha portata a cercare risposte, trovate solo grazie ad alcune colleghe che ringrazio. Cosa succede quando ti becchi il ban su Facebook? Facciamo un passo indietro…

 

‘Il girone dei bannati’.

La riconoscete? È la rappresentazione dell’Inferno di Dante dove, ai tempi di Facebook, il vostro Lucifero là in basso è la sospensione definitiva dell’account Facebook mentre la crosta terrestre è l’uso comune che fate del vostro profilo. In mezzo una serie di altre situazioni che, tradotte dallo zuckerberghese, diventano “ban“.

Avete visualizzato? Bene, passo alla case history…

L’account di un amico viene bloccato per 3 giorni a seguito di una segnalazione. Una settimana dopo il suo ritorno su Facebook, lo stesso profilo viene nuovamente segnalato e questa volta bloccato per 2 settimane. Al suo rientro, altra segnalazione ed altro ban ma questa volta per un mese. Immaginate la sua gioia.

Perché è stato bannato? La prima volta per un termine dalla connotazione razzista, ‘negro’, usato all’interno di una frase goliardica senza reali intenti razzisti. Era chiaro per chi stava seguendo il tread, ma non abbastanza per l’addetto al controllo qualità Facebook perché ha decontestualizzato il termine, che evidentemente rientra in una black-list e chi la usa vince il ban.

La seconda volta, quella delle due settimane, altra segnalazione (probabilmente sempre dalla stessa persona) per avere espresso un’idea politica contraria. Nessun termine sconveniente.

Terza volta, un mese di ban  vedi sopra.

6 personali considerazioni sul ban temporaneo da Facebook:

  1. È un’escalation: dopo il primo ban di pochi giorni, ne seguono altri per periodi più lunghi. Non sono riuscita a definire gli step effettivi né siamo riusciti a capire dopo quanti arriverà il blocco dell’account, ma prima o poi arriverà. Una collega mi testimonia che nonostante 10 stop di un mese, ancora nessuna sospensione dell’account ma meglio non sfidare la sorte.
  2. Dopo il primo blocco, perdi la credibilità: Facebook mette l’account in una black-list e basta un niente (una sola segnalazione) per sospenderti di nuovo. Probabilmente, ma è una supposizione, nella gestione delle segnalazioni ogni account è associato ad un ranking.
  3. Io ho segnalato di tutto, offese sessiste, immagini violente al limite del voltastomaco, torture… Non è mai successo nulla e su questo gli Standard della Comunità sono chiari: “Non tutti i contenuti inaccettabili o fastidiosi trasgrediscono i nostri Standard della comunità” (WTF!!!). Sulla base della case history che vi ho raccontato, l’unica cosa che sembra dare fastidio a Facebook è la discussione politica.
  4. Non provate a contattare Facebook in cerca di risposte. Non ne avrete!
  5. Esiste una lista di parole non gradite a Facebook la cui gestione viene, probabilmente, demandata ad un bot il quale estrapola la parola dal contesto e applica la penalty. Così come non è dato sapere se ulteriori check sul testo vengano effettuati da operatori madrelingua, stranieri che hanno studiato la lingua del post o straniero tout-court. Direi sia fondamentale capirlo.
  6. A Menlo Park devono aver dato una stretta sulla questione razzismo, tema che li ha colti in fallo in più occasioni tra le quali una che coinvolgeva direttamente Mark Zuckerberg, mentre un’altra a fine 2016 e ripresa nel 2017, quando è emerso che la visualizzazione degli annunci di vendita immobili, in alcune nazioni, poteva essere bloccata in base a religione, etnia o categoria sociale.

Cosa fare se Facebook sospende l’account? Si può recuperare, tranquilli, ma di questo ne scriverò in un altro post.

Questo è un post costantemente in progress che contiene considerazioni personali.

10 consigli di Facebook per riconoscere una fake news

10 consigli di Facebook per riconoscere una fake news

È iniziata con la lotta al clickbaiting, è passata per un massiccio aggiornamento dell’algoritmo per poi arrivare, oggi, alla formulazione di un vero e proprio vademecum per dire ‘Basta!’ alle fake news, (brutta) usanza che negli ultimi mesi ha dilagato su Facebook con post che avevano il solo scopo di arricchire chi li pubblicava. Nel mezzo un accordo con Pagella Politica che, in vista delle prossime elezioni, verificherà la veridicità delle storie pubblicate sul social e se una storia venisse giudicata falsa:

  • Facebook mostrerà l’analisi scritta dal fact-checker
  • la storia potrà comparire più in basso nel newsfeed
  • chi condivide una notizia considerata falsa, riceverà una notifica

In più Facebook intende contrastare la disinformazione online aderendo all’iniziativa promossa dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) mediante l’istituzione del Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali (Delibera n. 423/17/CONS).

Tra i vari player sopra citati mancano gli utenti, al quali Menlo Park si rivolge con un vademecum che li aiuti a distinguere tra notizie vere (quelle che fanno informazione vera, da fonte accreditata) da quelle fuffa. L’intento è quello di evitare la condivisione selvaggia di notizie che puntano alla pancia delle persone. Eccoli, allora, questi 10 consigli firmati Facebook per fermare le fake news:

  1. Non ti fidare dei titoli: le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.
  2. Guarda bene l’URL: un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l’URL con quello della fonte attendibile.
  3. Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un’organizzazione che non conosci, controlla la sezione “Informazioni” della sua Pagina per scoprire di più.
  4. Fai attenzione alla formattazione: su molti siti di notizie false, l’impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.
  5. Fai attenzione alle foto: le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell’immagine o della foto per verificarne l’origine.
  6. Controlla le date: le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.
  7. Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell’autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome potrebbe indicare che la notizia è falsa.
  8. Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia: se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun’altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Se la notizia viene proposta da fonti che ritieni attendibili, è più probabile che sia vera.
  9. La notizia potrebbe essere uno scherzo: a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.
  10. Alcune notizie sono intenzionalmente false: usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.

 

La direzione sembra quella giusta, la direzione che un buon 70% degli utenti di Facebook auspica. Mi chiedo, però, sul lungo periodo, non si rischia un controllo dell’Informazione con conseguente manipolazione dell’opinione pubblica? 

Fico: IN e OUT della Fabbrica Italiana Contadina di Bologna

Fico: IN e OUT della Fabbrica Italiana Contadina di Bologna

Finalmente! Nel giorno dell’Epifania siamo andati in gita da Fico Eataly World, in quel di Bologna: due adulti ed una bimba di 5 anni.

Parto in quarta con un consiglio: su Fico ho sentito tutto ed il contrario di tutto: arrivateci sapendo cosa andate a vedere!
Non è Expo, anche se tutta la parte esperienziale me lo ricorda e vince su tutto. Fico non è una GDO e non trovate la qualità del supermercato, quindi la questione prezzi non ha senso di essere se sapete che cos’è Eataly e conoscete la sua filosofia. Resta il fatto che, seguendo le (pochissime) offerte, ho preso 2 bottiglie di conserva e 1,5 kg di pasta integrale spendendo 5 euro. A voi le conclusioni.

Precisato questo, alle 11 entriamo finalmente in questo Gotha dell’agroalimentare e qui riassumo alcune mie considerazioni.

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TRICK:

1. Per chi parcheggia in P1, davanti all’ingresso: c’è una cassa molto discreta appena entrati. Quindi se acquistate, non pagate alle case segnalate perché vi obbligano ad uscire dalla parte opposta!

2. Munitevi subito di carrello, anche quelli che si tirano: sono comodi per le giacche e per caricare i bimbi stanchi se non volete portarli in spalla. Scherzi a parte, ma non troppo, in realtà servono per i prodotti che intendete acquistare (li trovate dislocati ovunque) e li pagate solo al momento dell’uscita.

3. Il parcheggio è gratuito le prime due ore, poi 1.50 euro/h ma all’interno ci sono chioschi convenzionati per cui a fronte di un acquisto, si può pagare forfait di 2.50 euro fino a chiusura. Noi abbiamo optato per questa soluzione al chiosco Amadori, dove abbiamo passato la pausa pranzo.

Buona visita a tutti!

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